Il grande bivio del lavoro organizzato
Nel 2025 la grande restaurazione del lavoro “in presenza” sembra aver segnato un punto di svolta per le imprese italiane: secondo il report pubblicato da Tom’s Hardware Business, l’85% dei lavoratori italiani opera esclusivamente dal luogo fisico dell’azienda, con solo un 12% che mantiene una qualche modalità ibrida e il lavoro da remoto relegato ai margini. Questo dato, in crescita rispetto agli ultimi anni, rappresenta una svolta rispetto alla flessibilità emersa nella fase pandemica, ma porta con sé una domanda cruciale: che tipo di leadership vogliamo incarnare? Vogliamo davvero essere carcerieri di corpi, come suggerisce la frase colpente dell’articolo, o piuttosto leader capaci di attrarre, trattenere e far crescere il talento?tomshw
Il ritorno alla scrivania è tutt’altro che indolore. La rigidità “presenzialista” genera una disfatta silenziosa nei team, messa in evidenza dall’impatto negativo denunciato sul benessere psicofisico (31%) e sulla conciliazione vita-lavoro (23%). Il project management e la filosofia della cura del team oggi si trovano di fronte a una sfida radicale: come progettare strutture e processi che siano realmente sostenibili, attrattivi e capaci di garantire non solo la produttività ma anche l’engagement e la salute delle persone?tomshw
Il caso pratico: dal controllo visivo alla fuga dei talenti
Il quadro italiano raccontato dal report riporta un segnale inequivocabile: il ritorno in ufficio non sembra far parte di una strategia evolutiva, quanto piuttosto di una reazione conservativa, guidata dalla paura di perdere il controllo diretto sulle risorse.tomshw
Questa posizione si traduce in una crisi di retention che colpisce duramente sia le figure junior che quelle più senior. Il 54% dei dipendenti valuta seriamente di cambiare lavoro, spinto da fattori che vanno ben oltre il compenso economico: pesano il carico di lavoro eccessivo (33%), la mancanza di riconoscimento (24%) e uno stile gestionale ormai percepito come obsoleto dai più giovani. Le politiche di “Return to Office” rischiano di trasformarsi in forme mascherate di licenziamento, portando fuori dall’azienda proprio quelle persone che dovrebbero invece esserne il motore innovativo.tomshw
La risposta tipica delle imprese sembra essere un rafforzamento del welfare e dei benefit, ma si tratta spesso di interventi cosmetici che non vanno a incidere sui processi organizzativi fondamentali. Buoni pasto e assicurazioni non compensano la mancanza di fiducia, autonomia, e di una cultura manageriale capace di valutare il risultato più del cartellino.tomshw
Come passare dalla sorveglianza al risultato
Dagli spunti emersi dal report e dalle esperienze più solide di management, ecco tre azioni concrete per uscire dal “carcere della presenza” e costruire leadership evolute:
- Ripensare i processi di delega e monitoraggio
Il controllo visivo è una tentazione forte per chi teme di perdere il polso della situazione. In realtà, processi ben strutturati di project management consentono di monitorare obiettivi, avanzamento e risultati senza necessità di sorveglianza costante. Scegli strumenti digitali trasparenti, condividi dashboard, fissa checkpoint e rendi i risultati visibili a tutti. - Coltivare fiducia e autonomia
Il vero salto di qualità viene dalla capacità di fidarsi: delega non significa abbandono, ma predisposizione di spazi di responsabilità chiari e supporto costante. La fiducia si costruisce nel tempo, e si misura in base alla capacità di riconoscere il contributo e le idee del team. Se il tuo approccio è ancora comand-and-control, rischi di perdere le risorse migliori. - Rimettere il benessere delle persone al centro
Elementi come flessibilità, capacità di adattare orari e luoghi di lavoro, attenzione alla salute psicofisica e al bilanciamento vita-lavoro non sono “extra”, ma pilastri fondamentali. Valorizza il wellbeing attraverso politiche coerenti (non solo benefit), azioni di ascolto e interventi personalizzati. Il risultato è maggiore retention, meno stress, più innovazione.
Trasforma la teoria in prassi
1. Esamina i tuoi processi di controllo
- Valuta se tutte le riunioni e i meeting sono veramente necessari.
- Chiediti se il progetto può essere monitorato con strumenti digitali invece che con la presenza fisica.
- Predisponi dashboard condivise e trasparenti dove tutti possono vedere lo stato di avanzamento.
2. Restituisci autonomia e fiducia
- Crea “zone di autonomia” nelle attività del team, con responsabilità chiare e margini d’azione definiti.
- Predisponi momenti regolari di feedback, focalizzati sui risultati e non sul tempo passato al desk.
- Sostieni la crescita delle competenze con formazione e mentoring.
3. Valorizza il wellbeing
- Progetta orari flessibili e possibilità di lavoro ibrido laddove possibile.
- Ascolta attivamente i bisogni del team attraverso survey, check-in periodici e incontri individuali.
- Agevola benefit coerenti con la vita reale delle persone (ad esempio supporto psicologico, attività sportive, soluzioni per la genitorialità).
Mini FAQ/Guida: domande chiave per manager e team leader
Come riconosco se il mio stile è troppo “presenzialista”?
Se prediligi riunioni fisiche, non ti fidi di risultati a distanza, e pensi che “essere visti” equivalga a lavorare bene, probabilmente sei troppo orientato al controllo visivo. Inizia ad analizzare gli obiettivi e valuta il rendimento sulla base dei risultati.
Come posso aumentare la retention senza aumentare solo il welfare?
Punta su flessibilità, riconoscimento dei risultati, crescita professionale e ascolto attivo. Il welfare è importante, ma deve essere supportato da una vera revisione dei processi e da uno stile di leadership evoluto.
Il lavoro full remote è davvero sempre la soluzione?
Non esiste una formula magica: la chiave è adattare modalità e tempi alle attività, alle persone e agli obiettivi. In molti casi, una buona combinazione di presenza e remote, costruita su fiducia e trasparenza, garantisce i migliori risultati.
La leadership che serve oggi
La domanda posta dall’articolo — essere carceriere di corpi o leader di talenti — è il vero bivio del management contemporaneo. In un contesto di trasformazione, project management, processi organizzativi e cura del team non possono prescindere dalla centralità dell’autonomia, dalla visione sul risultato e dalla capacità di mettere la persona al centro. Chi guida deve scegliere se agire sulla paura o sulla fiducia.
Ti rivedi in questa situazione? Vuoi approfondire strategie e soluzioni concrete per evolvere la tua leadership, migliorare i processi e valorizzare davvero il team? Parliamone insieme: la vera sfida del management moderno si gioca proprio qui.
Fonti citate: